Mulinello Antico Zangi Pelican 50 Torino Verde/Panna
Mulinello Antico Zangi Pelican 50 Torino
Colorazione: Verde / Panna
Rarità: Molto Raro
Conservazione: Mai utilizzato, praticamente allo stato di fabbrica. Perfetto.
Note: Fondata a Torino nell’immediato dopoguerra da Velio Zangirolami, l'azienda Zangi ha creato alcuni tra i più bei mulinelli a bobina fissa della storia, ricchi di idee innovative e di cura per i particolari, a tal punto da rendere alcuni modelli famosissimi anche in America, rimarchiati con nomi celebri come Orvis e Ted Williams, ma anche commercializzati come ABU, infatti i primi ABU altro non erano che degli italianissimi Zangi. Dall’economico Atom al grande successo della serie Pelican (che oltre ad essere prodotti per il mercato estero, venivano pure largamente copiati e imitati), la Zangi ha creato mulinelli amatissimi dai collezionisti di tutto il mondo: il piccolo e leggero Mascotte, rivale di successo del notissimo Alcedo Micron e del Cargem 33 Mignon, ma soprattutto il celebre 3V, caratterizzato dalla possibilità di modificare il rapporto di recupero agendo su una ghiera posizionata sulla manovella, come una specie di “albero di trasmissione”. Questo modello, molto pesante, ebbe comunque un buon successo, anche grazie alla sua diffusione all’estero sotto il marchio ABU. E naturalmente molti altri modelli altrettanto belli. La storia della Zangi vuole che, grazie alla localizzazione dei suoi stabilimenti a stretto contatto con quelli della Fiat, un notevole apporto fu incamerato proprio con l’aiuto di alcuni ingegneri della casa automobilistica, appassionati pescatori e amici dello Zangirolami. La sua brillante storia inizò la propria fase calante nel 1972, quando dovette cedere l’azienda alla Coptes, che ne proseguì l’attività per una decina d’anni, fino ad andare incontro, con i primissimi anni ’80, all’inevitabile chiusura causata dalla concorrenza orientale. Qui vi proponiamo un bellissimo Pelican 50, probabilmente il più ricercato e ambito mulinello Zangi di sempre. Questo mulinello fu reso celebre anche dal famoso scrittore di pesca Mario Albertarelli, che nel suo “L’amo e la lenza” lo cita per essere stato il primo mulinello che acquistò, salvo poi essere sostituito da un più moderno e silenzioso (ma assai meno affascinante) Mitchell 300.
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